SOS RSA

"Qualcuno immagina il salto fra due vite, questa e quella che forse ci attende, come il passaggio di un treno nuovo sul quale salire. Ecco, mentre si aspetta il treno si sta seduti su una panchina, e spesso sulle panchine si pensa: quanti amori e quante battaglie, in quante cose si è creduto, quanti i volti visti e quante le mani strette. Quanti giri di valzer, quante feste e domeniche in famiglia, quante liti e quanti chiarimenti. Quanta gioia per la nascita del primo figlio o per quel fiocco rosa che si pensava non sarebbe arrivato più.
Che coraggio per lasciarli andare nel mondo, quei figli costati tanta fatica.

E adesso? Beh, adesso che c'è la vecchiaia, si indossano nuovamente i pannoloni, ci si sente soli e la memoria è appesa ad un filo sottile.

Dicevamo che si aspetta quell' ultimo treno: ma perché l'attesa deve essere così straziante?

Camminiamo insieme lungo questi binari, perché è venuto il momento che residenti, famigliari e operatori delle RSA vedano riconosciuta la propria dignità"